Quante volte l’hai detto? O te l’hanno detto. Fregatene e vai avanti. Ma come si fa, davvero, ad imparare a fregarsene? Perché far finta di niente e conservare rancore o collera non ti aiuta di certo. Soprattutto quando la critica ricevuta , o l’aspettativa che hai è legata alla percezione del tuo corpo. Alla fine dell’articolo ti svelerò i due metodi più efficaci che insegno anche durante i miei corsi.

PARTIAMO DALLE BASI: PERCHÈ LA PAURA DEL GIUDIZIO CI BLOCCA.
Come già ti ho spiegato in un articolo, la paura del giudizio è in realtà paura della paura: cioè paura della sensazione, dell’emozione che sentiremo dentro di noi. È normale, sano e umano: tranquilla, non sei solo tu e, soprattutto, non è solo colpa tua come pensi. In realtà, non è tanto la critica in sé a creare la paura: è la consapevolezza che potresti essere disapprovata e quindi rifiutata dal gruppo di appartenenza di quel particolare momento/contesto. Se sei a lavoro e il tuo collega si diverte ogni mattina a deridere il tuo abbigliamento tu, oltre ad odiarlo, sai che sarai alla mercé di tutto l’ufficio. Eppure, non riesci a fare altro che incassare, invece che imparare a fregartene. Forse l’idea di ribellarti ti spaventa ancora di più; in fondo, sei inserita in un gruppo sociale in cui il tuo ruolo riconosciuto è proprio quello. Come quando a casa, da piccola, eri la simpatica cicciotta per tutti. Rispondere ad un attacco ti rende vulnerabile, ti fa perdere il riconoscimento nonostante sia doloroso. Questo che ti ho spiegato, che è uno dei moduli fondamentali del mio corso Diventa Te Stessa, ti aiuta a riconosce la debolezza che tu scambi per carattere sbagliato, per poco coraggio o perchè non cambierai mai.
E invece no. È un programma mentale che si può aggiornare come le app del tuo telefono. E allora sì, che imparare a fregarsene sarà uno stile di vita. Quello in cui potrai imparare a vivere felice.
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COME IMPARARE A FREGARSENE: DEVI VALUTARE ANCHE CHI HAI DI FRONTE.
Passiamo a capire anche chi ha provocato la nostra reazione; perchè la comunicazione, anche quella aggressiva, ha sempre un mittente e un destinatario. Se riesci ad essere un destinatario consapevole, e alla fine dell’articolo ti spiegherò come, saprai riconoscere un mittente aggressivo anche se travestito da simpatico burlone. E se vuoi davvero imparare a fregartene, devi conoscere l’avversario.
I VAMPIRI EMOTIVI: LI CONOSCEVI?
Procediamo per gradi. Molto spesso gli attacchi che mettono in difficoltà la nostra autostima o che ci fanno restare senza parole, ma con una grande dolore dentro arrivano dai così detti vampiri emotivi. La miglior definizione, anzi quella che io preferisco ad onor del vero, è quella di Igor Sibaldi, filosofo, esperto in psicologia del profondo:
“I vampiri emotivi, producono cali di energie nelle loro vittime e a tal fine usano il bisogno di approvazione. Alcuni sono consapevoli, altri no. Ma la tecnica è la stessa. Basta uno sguardo, con cui ti comunicano che sono scontenti di te, o una parola. E tu sei paralizzato. Non hai avuto nemmeno il tempo di pensare-Ma perchè mi disapprova?- eppure il vampiro sta diventando davanti ai tuoi occhi sempre più importante, perchè hai lasciato che ti giudicasse. E tu, ai tuoi occhi conti sempre meno. La sua importanza sale, la sua energia cresce” ( Agenda degli angeli, edizioni Frassinelli)
RICONOSCRERE CHI TI FA SOFFRIRE E IMPARARE A DIFENDERTI
La maggior parte delle volte sono persone molto vicine, familiari e amici. E possono farlo più o meno consapevolmente. Basta poco: la negazione di un saluto, una battuta di troppo, il disconoscimento di un merito o di qualcosa che ritieni importante. In tutti questi casi, il vampiro è fortemente narcisistico e tre forza dalla tua debolezza; è consapevole che gli basta davvero poco per averti sotto schiaffo. Sono bravi a parlare, bravissimi; conquistano la tua fiducia, l’amicizia, la meraviglia. Hai sicuramente incontrato qualcuno di cui sei rimasta letteralmente innamorata “mentalmente”. Ma al momento giusto, la stessa persona sfodera la critica, l’insulto, la battuta pungente, l’offesa. La verità è che, spesso, sono persone molto insicure e sole; con pochi rapporti autentici e molte insicurezze. Che nutrono il loro ego proprio dalla tua fragilità. So che pensare alle persone vicine in questi termini non è facile; ma qui non si tratta di distinguere il bene dal male, piuttosto è saper cogliere le sfumature del tuo sentire. E sapergli dare un nome che non sia solo “mi sento a disagio”.

E ORA I DUE METODI PER IMPARARE DAVVERO A FREGARSENE.
So che aspettavi questo momento, e hai ragione. Sarò sincera, non c’è la formula segreta. Nei miei corsi gli step da affrontare per avere un’assoluta consapevolezza di se stessi sono molti. Eppure ci puoi riuscire. Ora ti fornirò degli spunti di riflessione che, se usati bene e ripetutamente, inizieranno a creare una scintilla nel tuo cervello.
1- FERMATI PRIMA DELL’AZIONE
Se c’è l’attacco viene voglia di contrattaccare, o almeno di difendersi. Eppure non è qui la soluzione. Prima dell’azione ci sono due passaggi fondamentali insegna Osho in un suo testo che trovo davvero fondante per imparare a fregarsene, Ricominciare da sé:
-prima dell’azione, quindi in questo caso rabbia o mortificazione, puoi fermarti un secondo. Perchè l’azione è mossa da un pensiero, ad esempio ma cosa sta dicendo, perchè mi attacca così. Fermati ancora, dietro al pensiero c’è il sentimento che lo muove: come mi sento? Offesa, ferita, rifiutata? E, soprattutto, è colpa mia? No, no lo è e tu lo sai. Se riesci ad fare questo passaggio che sembra epico ma è velocissimo con un po’ di allenamento, conquisterai un un’enorme successo: la consapevolezza che puoi imparare a fregartene quando quello che ti viene detto non ha alcun valore reale per te.
2-IMPARA A RISPONDERE IN MODO DISSOCIATO.
Se hai fatto tuo il punto 1, se hai compreso quello che ti ho spiegato nell’articolo, questo passaggio sarà facilissimo. Perchè avrai imparato a dissociare te, i tuoi sentimenti, dal caos in cui qalcuno vuole farti entrare. A quel punto basterà rispondere:
-perché dici questo? Non mi sembra proprio che sia così. Mah, potrebbe essere, ma non mi riguarda. Non sono d’accordo, per niente. Pazienza, è la tua idea.
Questo lo spezzerà. Questo ti permetterà di imparare a fregartene davvero. Perchè non puoi imparare a fregartene, di qualsiasi tipo di critica, se non conosci le leve mentali che frenano te e muovono l’avversario.
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2 commenti su “IMPARARE A FREGARSENE E VIVERE FELICE: I 2 METODI PIÙ EFFICACI”
Salve..ho letto il contenuto, e credo di aver capito. Ma.. non è così facile quando gli stimoli di contrattaccare sono da più fronti, da persone vicine. Conosco i miei avversari. Ho imparato a combattere e a schivare. Ma non sempre ci riesco. Sono una persona molto leale e onesta. Dico quello che penso,a volte si sa che la verità non è sempre piacevole. E i destinatari,si rigirano come leoni. Non una verità inventata, ma confermata da chi mi sta vicino tutti i giorni e a confermato,che il mio reagire ,il muro che ho, è normale. I cosiddetti vampiri emotivi, si, nel mio caso sono circondata. La classica manipolazione mentale in famiglia. Da una sconfitta emotiva o da un pugno morale , che mi lascia senza fiato… riesco a percepire quanto fa male ……ma non sempre è facile evitarli. Ho tentato così tante volte,per anni, a fregarmene. Ma raffiora sempre il mio carattere che se.ki dai un pugno e sento male, te lo ridò !!!!!Risultato? Non risolvo niente, ne esco distrutta e delusa. Però al nuovo stimolo, invece di reagire, cambio. Là dove vedo lacrime, su chi m ha deluso,non piango. Là dove vedo dispiacere, sospiro, e non mi lascio coinvolgere. E vado avanti. Conosco un altro detto:ad ogni azione corrisponde un azione uguale o diversa. (Newton). Il mio essere cambia. La stanchezza si fa sentire dopo un po’,non hai voglia di rispondere. In tutto questo ho la fortuna di avere accanto un marito eccezionale. Se non ci fosse lui, forse sarei imbottita di tranquillanti e malata di nervi!!!! Senza un alleato, una persona che ti capisce e approva la persona che sei e a come reagisci ,è un po’ più semplice.,forse.Quando ero single, pultroppo ho avuto sostegno da nessuno. Le delusioni erano all’ ordine del giorno. A chi importava? A nessuno. C’era altro più importante. Si parla da ragazzina.Oggi,ho 52 anni, e ricambio il favore. Porto avanti le mie idee.
Ciao, grazie per la tua condivisione.
È vero, molto spesso i vampiri emotivi sono nella cerchia più ristretta della famiglia.
Sono felice che abbia accanto una persona che ti sostenga, ma impara anche ad essere emotivamente autonoma in questo. Per il tuo benessere più profondo, in modo da non viverla sempre come una lotta. Un abbraccio